Motivazioni e finalita’
Il progetto, attraverso la narrazione dei
fatti che portarono al primo conflitto mondiale nel loro drammatico
susseguirsi di tragici avvenimenti, si prefigge di riportare il grande pubblico e soprattutto
il pubblico di giovani, a riflettere e soffermarsi sui fatti che si
svolsero proprio nelle nostre terre e che videro il sacrificio di
milioni di soldati spinti da quegli ideali che mai come oggi sono
ancora presenti: la libertà, il diritto e la giustizia.
Lo spettacolo non solo narra, ma fa anche rivivere sensazioni ed
emozioni di uomini che hanno sacrificato ciò che di più sacro ed
importante ci sia: la vita. Ora, nell’anno del
90° anniversario dall’inizio della guerra, l'esigenza di far conoscere
alle nuove generazioni quelle storie di tanti che sono morti sui campi
di battaglia e di trasmettere i valori per cui sono stati pronti a dare
la vita ci ha spinto a creare Conflitto & Castigo.
Milli Fullin e Savino Liuzzi, voci narranti dello spettacolo Conflitto&Castigo
Il progetto si manifesta come operazione unica ed esclusiva. Musica e recitazione si fondono per ripercorrere una pagina della nostra storia.
Lo
spettacolo è stato scritto, ideato e creato da
Maurizio Mune, per
rendere omaggio a coloro che hanno sacrificato la loro vita per
garantire la libertà attuale. In
palcoscenico è prevista la presenza di due voci narranti, il cui
compito è quello di esporre gli avvenimenti della Grande Guerra, e di
una voce recitante che
interpreta le poesie di Ungaretti (San Martino del Carso, Veglia,
Natale), affidata alla sensibilità di
una delle più grandi attrici italiane:
MILENA VUKOTIC.
Il
ritmo degli eventi è scandito dall’esecuzione, in stile classico, delle
più importanti e suggestive “Canzoni della Prima Guerra ” che tanto
hanno significato per le truppe e per le generazioni successive. Viene narrata
inoltre la genesi della “Canzone del
Piave”, simbolo del coraggio dei soldati al fronte.
La
parte musicale è affidata ad un coro maschile accompagnato dall’
Orchestra ArtEnsemble, formata da professionisti. Il tutto avvolto da
una scenografia “povera” ma di grande effetto curata da
Roberto Conte.